mercoledì 23 marzo 2011

Un giorno, forse.

Ebbene si lo ammetto, non sono più riuscita a scrivere in questi giorni. Dopo tutto ciò che sta succedendo in Giappone, ogni volta che mi piazzo qui davanti per scrivere un articolo sulla cucina, o sulle abitudini, o su qualsiasi altro argomento mi si stringe lo stomaco. Credo sia una tragedia che ha toccato quasi tutti, chi più chi meno, o comunque la maggior parte delle persone, togliendo coloro che non stimano questo popolo e riescono a non provare compassione per loro o coloro che semplicemente non sono interessati(?). Ma io credo che per gli appassionati di questa cultura e di quei luoghi, come me, sia ancora più difficile...in primis il dispiacere per le vittime, per i feriti, per un popolo disastrato, per secondo la paura di ciò che può ancora succedere...poi c'è il mettersi nei panni di quelle persone: ti chiedi come andranno avanti ora, quanto tempo, denaro e forza gli ci vorrà per rialzare un paese che è in ginocchio, e come faranno con il nucleare, quanti morti ancora vivi già camminano per le strade, inconsapevoli di ciò che le radiazioni possano scatenare nei loro corpi tra qualche anno. Per ultimo subentra quel poco di egoismo non nocivo che tutti noi abbiamo. Egoismo nel pensare ad un paese "incontaminato" ed ora distrutto che chissà quando potremo visitare. Ci ho pensato in questi giorni. Avevo programmato di partire per settembre/ottobre, e mi chiedo a quando potrò rimandare tutto ciò...Cernobyl, nonostante siano passati 25 anni è ancora zona radioattiva e tutti i miei amici e familiari che conoscono il mio desiderio di partire mi dicono giustamente che passeranno forse anni prima che le cose si sistemino. Conclusione alla quale ero arrivata anche io.
Mi sento un po' in colpa nel pensare tutto ciò ma non ne posso fare a meno. Quando bramiamo un posto e una cultura che non ci appartiene, soprattutto noi Italiani, facciamo cose stupide talvolta per avvicinarsi ad essa. Cose stupide del tipo andare a mangiare al ristorante Giappo, che poi di giappo ha poco è niente, tipo che i camerieri sono cinesi e molte volte anche il cuoco, e tipo che andiamo per mangiare sushi fino a scoppiare quando loro, non solo mangiano poco, ma il sushi lo mangeranno 6 volte l'anno. Oppure comprare cinciaglierie da mettere in camera come bamboline Kokeshi o chissà che altro...passare pomeriggi interi a leggere manga o sentirci fieri di essere Otaku, quando per loro significa essere sfigati compulsivi. Insomma, le facciamo queste cose, eccome! pur di avvicinarci vagamente a loro. Io le ho sempre fatte, lo ammetto. Non so nemmeno io dove voglio arrivare, semplicemente non c'è più, per ora almeno, quella speranza di tentare di riprodurre un Bento in casa per poter un giorno vivere davvero, seppur per qualche settimana in vacanza, il Giappone. Questo mi rende molto triste. Il fatto che dopo Hiroshima e Nagasaki avranno un altro squarcio nel cuore, e forse molte cose cambieranno. Molti luoghi sono andati distrutti, spazzati via per sempre. E chissà che conseguenze ci saranno con le radiazioni, soprattutto perchè purtroppo il governo Giapponese è scarso di parole e informazioni, e mi auguro davvero che questa cosa un minimo cambi per dare la possibilità a molte persone di curarsi e di salvarsi. Ma servirà? Ritroveremo un giorno il nostro Giappone? lo spero...proprio io che volevo appendere un Tanzaku ad un albero di Bambù...chissà quando potrò farlo e SE. Lo spero davvero, in primis per loro, perchè possano tornare a sorridere.
sabato 12 marzo 2011

Una preghiera per il Giappone.

Solitamente non amo pregare, non sono nemmeno credente. Ma vorrei indirizzare una preghiera a non so chi, se c'è qualcuno lassù, per un popolo al momento devastato, nel cuore, come fu per molte altre tragedie mondiali, come è per le continue tragedie che possiamo ascoltare tutti i giorni al telegiornale. E' da ieri che seguiamo le vicende di questo paese che si è in parte sgretolato, Terremoto, Tzunami, e ora anche l'allarme nucleare. Per un popolo così delicato, per una cultura così strettamente legata alla natura, che in questo caso gli si è ritorta contro, per un paese così soprendentemente tecnologico da mostrarci come nemmeno questo a volte serve, dedico la mia preghiera personale...Forza Giappone. Per le persone morte, per le vittime ferite, per tutti coloro che ancora ci sono ma con il cuore distrutto.
I'm giving my prayers and support for the people of Japan.

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Le mie foto
Martina
Ho 27 anni e Vivo a Roma. Tra le mie più grandi passioni dipingere, disegnare e illustrare. Mi piace l'illustrazione grafica, la pixel art e la fotografia. Amo i libri e un'altra mia grande passione è la cultura Giapponese e il Giappone stesso. Adoro la Disney, una passione primordiale che mi ha portata a visitare Disneyland Paris ben 6 volte. Le fate, gli gnomi e le creature fantastiche hanno popolato la mia infanzia e direi pure la mia vita, quindi AMO il piccolo popolo e tutto il genere fantasy, la magia, le streghe, la festa di Halloween e tutto ciò che ha un sapore misterioso...che dire, sono una piccola Peter Pan :)
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