martedì 16 agosto 2011

Kappa Jewels: le mie creazioni in fimo e Co.


Spazio pubblicità per me, per oggi ^^ vi voglio introdurre nel mondo di Kappa Jewels, che sono le creazioni in fimo che realizzo da settembre scorso circa. Quando iniziai a lavorare il fimo, un anno fa, mi ritrovai con questi
panetti in mano senza sapere cosa fare,ne da dove iniziare..la primissima opera fu una Memole enorme che finì nel secchio..la seconda fu un portachiavi rappresentante SAMPEI commissionato dal mio papà, che è un appassionato del ragazzo con le orecchie a sventola..purtroppo si staccó subito dal gancio e non ci fu modo di recuperarlo, così ancora oggi lo conservo con gran cura, anche se è un po' deformato e bruttino e a dir la verità..ancora devo rifargliene un decente, povero papà ^_^
Da li la passione di provare, di realizzare e di acquisire maggiore manualità. Vedere le creatrici storiche su web a volte demoralizza :D Ma cerco sempre di realizzare ogni pezzo in modo quasi unico perchè lavoro unicamente quando ho ispirazione e fantasia. Per noi artisti ogni piccola opera è una parte di noi, e ci mettiamo tutto l'impegno possibile, quindi ogni volta spero che la persona che lo indossa sia soddisfatta pienamente.. Per ora non ho una meta vera e propria, lo faccio perchè mi piace, partecipo ai mercatini, e spero di incrementare un po' facendo conoscere le mie creazioni qua e la...perciò se volete dare un'occhiata ecco qui la mia pagina su fb ;) https://www.facebook.com/KappaJewels vi aspetto!!!
giovedì 7 luglio 2011

Tanabata Matzuri * Festa delle Stelle

Ho aperto questo blog a gennaio, con un post in cui dicevo di voler appendere un Tanzaku ad un albero, per la festa del Tanabata che è proprio esattamente oggi...il 7 luglio. Per il Giappone questo giorno è il ricordo di una leggenda che racconta la storia di un amore eterno. E' una storia antichissima e di almeno 2000 anni fa ed ha origini Cinesi.
Narra dell'imperatore del Cielo, Tentei che viveva sulle sponde del Fiume Celeste (Via Lattea) insieme a sua figlia Orihime (per noi Vega). Orihime passava le giornate a tessere e cucire stoffe e vestiti regali per le divinità; lavorava con infinita cura senza mai riposarsi creando dei vestiti sempre più meravigliosi, ma ciò faceva sì che non avesse mai del tempo per pensare a se stessa. Giunta all’età adulta però, il padre mosso da pietà, visto che non aveva concesso altro alla figlia che lavorare il fuso, le scelse un marito: era un giovane mandriano, di nome Hikoboshi (per noi Altair) la cui attività consisteva nel far pascolare buoi e fare attraversare loro le sponde del Fiume Celeste.
Era un grande lavoratore e anche lui non pensava ad altro che a svolgere il suo lavoro. Essendo un matrimonio combinato, i due giovani si videro la prima volta il giorno delle nozze, ma non fu una cosa negativa, perchè non appena si incontrarono si innamorarono follemente l'uno dell'altra. Presi da folle passione amorosa, si dedicarono totalmente l’una all’altro, dimenticando ogni cosa e trascurando i loro doveri per lungo tempo: lei smise di tessere, lui lasciò che il suo toro diventasse pelle e ossa. Quando gli dèi protestarono di non avere più di che vestirsi, l’Imperatore, adirato, decretò che i due innamorati tornassero a vivere separati, sulle sponde opposte del Fiume Celeste, concedendo loro un solo incontro all’anno, nella settima notte del settimo mese. Ma il Fiume Celeste è largo, impetuoso, privo di guadi e di ponti, impossibile da attraversare: così, quando giunge la fatidica notte, stormi di gazze compassionevoli volano fino alla Via Lattea e formano un ponte con le ali aperte, affinché Orihime vada ad incontrare il suo amato sulla sponda opposta. La lunga attesa si compie felicemente, il desiderio d’amore, divenuto struggente e tormentoso, viene esaudito e i due giovani innamorati ogni 7 luglio si avvolgono in quell'abbraccio tanto aspettato.

Non conoscevo questa leggenda prima di essere appassionata del Giappone. Ne esistono diverse versioni, più o meno tristi, ho cercato di fare un sunto di quello che è poi il senso e la morale: L'amore. In Alcune versioni i due si incontrano casualmente sulle sponde della via Lattea e si innamorarono in segreto,in altre addirittura ebbero due bambini. Ma il senso rimane quello, ed io lo adoro. I due innamorati aspettano con dolore, ansia e gioia allo stesso tempo un lunghissimo anno per incontrarsi. Ovviamente è una leggenda lo so ^^ è che mi piace sognare, anche se trasportato alla realtà di tutti i giorni non avrebbe senso. In un secolo così moderno in cui poi il divorzio è all'ordine del giorno *riflette perplessa* una storia del genere direi che non è proprio appropriata. Chi aspetterebbe un anno per un solo momento? si fa prima a trovarne un altro/a e via. Anche perchè è disumano. Ed è una metafora infatti, la metafora di non poter avere altri se non il vero Amore, a costo di viverlo solo per un momento....eeeeeeh lungo sospirone.

Per l'occasione in Giappone si decorano le strade e si appendono i famosi TANZAKU agli alberi di bambù, come desideri di speranza e amore. Le decorazioni tipiche sono sette come sette è il mese e il giorno della festa, e ognuno ha il suo significato:

1. Kamigoromo: sono gli abiti di carta usati nelle sfilate e nelle parate
2. Senbazuru: file di origami (soprattutto gru)
3. Tanzaku: strisce di carta dove scrivere poesie e desideri da appendere sugli alberi
4. Toami: reti come quelle da pesca per varie decorazioni
5. Kazukago: cestini per la carta e bigliettini
6. Fukinagashi: strisce colorati penzolanti da ogni parte
7. Kinchaku: borsettine

Ogni giapponese può sfoggiare il suo Yukata (kimono che si usa per l’occasione) partecipando a danze, balli e festeggiamenti tipici. E alla fine di tutto, come spesso si vede negli anime, arrivano i fuochi d’artificio.
Vorrei essere a Tokyo questa sera (ah ah questa sera, battuta simpatica, vabè.) per alzare gli occhi al cielo, ammirare la via lattea risplendere bianca e bellissima e scorgere su ambo i lati due stelle brillanti che sono Hikoboshi ed Orihime, e come sempre perchè no, attaccare il mio Tanzaku con un bellissimo desiderio d'amore.
Beh auguri per oggi ai due innamorati! Buona Tanabata Matsuri a tutti voi
venerdì 24 giugno 2011

Closer to the Edge

Si lo so, sono passati due mesi. Giuro non l'ho fatto apposta a scrivere ad esattamente, o quasi se non fosse per un giorno di differenza, due mesi di distanza.

Il titolo del post non l'ho messo a caso, ormai sono diventata una compulsiva di questa canzone dei 30 seconds to mars, che ho visto sabato al Rock in Roma e mi rappresenta troppo. Torniamo sempre al solito discorso che quando trovo qualcosa che mi piace, una canzone, una pietanza, un tipo di cultura, una città, un gruppo musicale, mi informo su di essa e prendo informazioni fino allo sfinimento per conoscerla appieno. Sono compulsiva e forse ho una qualche malattia strana, perchè entro in loop con cose che poi un anno dopo mi dimentico, o almeno credo. Mi sono resa conto piuttosto, che fa parte tutto di un bagaglio personale che mi rimane dentro, e le volte in cui mi dò della persona vuota dovrei ricordarmelo, in fondo non è da tutti. Il titolo "Closer to the edge" tradotto "Vicino al limite" è perchè in questo periodo davvero lo sto sfiorando molto spesso. Mi sono resa conto che non possiamo vivere soli, abbiamo bisogno di amici, di gente che crede in noi, di ridere, di avere momenti in cui possiamo condividere, di qualcuno che ci ama. Altrimenti non ce la facciamo. E non sempre possiamo avere tutto questo, ci sono quei periodi in cui le delusioni sono parecchie, si sommano e tendi a chiuderti in un vuoto cosmico che è solo tuo ma che non fa bene, perchè poi il limite lo raggiungi davvero. Tutto questo serve a capire che nulla è per sempre, serve a capire che ci sono persone che saranno sempre più interessate alla propria felicità rispetto alla tua infelicità di quel momento, che ci sono persone e persone, alcune nate per dare agli altri, alcune nate per ricevere solo, alcune nate per far felici gli altri, alcune nate per essere felici. Al momento non mi sento felice, ma ho capito anche che queste tipologie di persone differenti si trovano nel mondo al 50 e 50 e ne troverai 10 nella tua via che se ne fregano di te, ma se cerchi bene ci saranno anche quei 10 pronti ad esserti accanto. Sono stanca di stare li a giustificare i modi per cui qualcuno non lo fa, "può succedere a tutti", "sono periodi"...mi sono data uno sguardo dentro e mi sono detta che io per gli altri l'ho sempre fatto. Così arrivi vicino al limite, perchè è uno sforzo grande ristabilire le priorità, e come dicevo nulla è per sempre, quelle 10 persone PRO forse ruoteranno, forse non saranno le stesse, la vita è un continuo cambiamento, ma a questo dobbiamo essere pronti, niente più aspettative troppo alte. Quando cali le difese trovi tante cose belle. In questo periodo ho avuto tante delusioni è vero, ma tanti nuovi o riscoperti affetti che rendono la mia vita migliore. In fondo mi sento una persona fortunata. Non so che piega prenderà il corso della vita, meglio così, se lo sapessimo vivremmo ogni giorno con l'angoscia di sistemare le cose che sappiamo andranno male, e senza l'emozione sorprendente per le cose belle. La voglia di viaggiare c'è sempre, la voglia di visitare quel paese che si sta piano piano rialzando tra tutti, la voglia di girare, di scoprire cose nuove, di aggiungere al bagaglio culturale e personale, voglia di sorrisi, voglia di riuscire a cantare a squarciagola quella musica che mi rende viva, voglia di tenermi le persone che valgono strette a me. Voglia di ricominciare. E forse con il giusto percorso, che è vicino, ce la farò.
mercoledì 23 marzo 2011

Un giorno, forse.

Ebbene si lo ammetto, non sono più riuscita a scrivere in questi giorni. Dopo tutto ciò che sta succedendo in Giappone, ogni volta che mi piazzo qui davanti per scrivere un articolo sulla cucina, o sulle abitudini, o su qualsiasi altro argomento mi si stringe lo stomaco. Credo sia una tragedia che ha toccato quasi tutti, chi più chi meno, o comunque la maggior parte delle persone, togliendo coloro che non stimano questo popolo e riescono a non provare compassione per loro o coloro che semplicemente non sono interessati(?). Ma io credo che per gli appassionati di questa cultura e di quei luoghi, come me, sia ancora più difficile...in primis il dispiacere per le vittime, per i feriti, per un popolo disastrato, per secondo la paura di ciò che può ancora succedere...poi c'è il mettersi nei panni di quelle persone: ti chiedi come andranno avanti ora, quanto tempo, denaro e forza gli ci vorrà per rialzare un paese che è in ginocchio, e come faranno con il nucleare, quanti morti ancora vivi già camminano per le strade, inconsapevoli di ciò che le radiazioni possano scatenare nei loro corpi tra qualche anno. Per ultimo subentra quel poco di egoismo non nocivo che tutti noi abbiamo. Egoismo nel pensare ad un paese "incontaminato" ed ora distrutto che chissà quando potremo visitare. Ci ho pensato in questi giorni. Avevo programmato di partire per settembre/ottobre, e mi chiedo a quando potrò rimandare tutto ciò...Cernobyl, nonostante siano passati 25 anni è ancora zona radioattiva e tutti i miei amici e familiari che conoscono il mio desiderio di partire mi dicono giustamente che passeranno forse anni prima che le cose si sistemino. Conclusione alla quale ero arrivata anche io.
Mi sento un po' in colpa nel pensare tutto ciò ma non ne posso fare a meno. Quando bramiamo un posto e una cultura che non ci appartiene, soprattutto noi Italiani, facciamo cose stupide talvolta per avvicinarsi ad essa. Cose stupide del tipo andare a mangiare al ristorante Giappo, che poi di giappo ha poco è niente, tipo che i camerieri sono cinesi e molte volte anche il cuoco, e tipo che andiamo per mangiare sushi fino a scoppiare quando loro, non solo mangiano poco, ma il sushi lo mangeranno 6 volte l'anno. Oppure comprare cinciaglierie da mettere in camera come bamboline Kokeshi o chissà che altro...passare pomeriggi interi a leggere manga o sentirci fieri di essere Otaku, quando per loro significa essere sfigati compulsivi. Insomma, le facciamo queste cose, eccome! pur di avvicinarci vagamente a loro. Io le ho sempre fatte, lo ammetto. Non so nemmeno io dove voglio arrivare, semplicemente non c'è più, per ora almeno, quella speranza di tentare di riprodurre un Bento in casa per poter un giorno vivere davvero, seppur per qualche settimana in vacanza, il Giappone. Questo mi rende molto triste. Il fatto che dopo Hiroshima e Nagasaki avranno un altro squarcio nel cuore, e forse molte cose cambieranno. Molti luoghi sono andati distrutti, spazzati via per sempre. E chissà che conseguenze ci saranno con le radiazioni, soprattutto perchè purtroppo il governo Giapponese è scarso di parole e informazioni, e mi auguro davvero che questa cosa un minimo cambi per dare la possibilità a molte persone di curarsi e di salvarsi. Ma servirà? Ritroveremo un giorno il nostro Giappone? lo spero...proprio io che volevo appendere un Tanzaku ad un albero di Bambù...chissà quando potrò farlo e SE. Lo spero davvero, in primis per loro, perchè possano tornare a sorridere.
sabato 12 marzo 2011

Una preghiera per il Giappone.

Solitamente non amo pregare, non sono nemmeno credente. Ma vorrei indirizzare una preghiera a non so chi, se c'è qualcuno lassù, per un popolo al momento devastato, nel cuore, come fu per molte altre tragedie mondiali, come è per le continue tragedie che possiamo ascoltare tutti i giorni al telegiornale. E' da ieri che seguiamo le vicende di questo paese che si è in parte sgretolato, Terremoto, Tzunami, e ora anche l'allarme nucleare. Per un popolo così delicato, per una cultura così strettamente legata alla natura, che in questo caso gli si è ritorta contro, per un paese così soprendentemente tecnologico da mostrarci come nemmeno questo a volte serve, dedico la mia preghiera personale...Forza Giappone. Per le persone morte, per le vittime ferite, per tutti coloro che ancora ci sono ma con il cuore distrutto.
I'm giving my prayers and support for the people of Japan.
domenica 27 febbraio 2011

Curiosità Giapponesi: Un mondo al contrario

Nulla succede per caso, almeno così credo. Sono arrivata alla conclusione che a volte ci succedono delle cose proprio perchè siamo noi a cercarle. Vi è mai capitato di non dover pensare ad una determinata persona, o ad una determinata cosa, e ritrovarsi davanti sempre quel nome o cose che la riguardino? per strada, in tv, ovunque. E' perchè il nostro pensiero fisso sta nelle cose che ci piacciono, nelle cose irragiungibili, o nelle cose che vorremmo. Siamo noi che facciamo caso a quel nome, o a quella scritta, che in condizioni normali non avremmo notato, ma che sarebbe stata li comunque. E quindi non vale il detto "E' il destino!".NO.
Ecco per dirla breve, aldilà delle cose che mi ritrovo sempre in testa e che non scrivo perchè non sarebbero di nessuna utilità, mi ritrovo il Giappone ovunque...questo è perchè voglio partire e non posso -.-''
Giorni fa sono stata a pranzo con una mia amica, e prese un po' dallo sconforto di racconti da donne, prese un po' dallo sconforto di questo freddo che fa a Roma in questi giorni,abbbiamo optato per la soluzione niente negozi e un poco di relax davanti ad un caffè in casa sua. E cosa si ricorda di fare? di farmi vedere le sue foto dei tre viaggi in Giappone. Ma questo non è un caso, sono io che le facevo una testa tanta da mesi per vederle, e proprio quando non ci pensi, zac! ecco che passi due ore a mangiarti mani, gomiti e pure un po' di capelli, tanto sono belle.
Mi ha raccontato un sacco di cose davanti a quelle immagini, e di alcune cose sono rimasta veramente meravigliata. Mi è uscita la lacrimuccia quando mi ha fatto vedere il suo ultimo capodanno li di un anno fa. Immaginate questa miriade di gente al tempio di Tokyo, il tempio più grande e più famoso della città, con questa aura antica, dietro al quale fa da sfondo l'illuminata torre. Mi spiegava che ognuna delle persone posta sotto il tempio aspettando il conto alla rovescia, aveva in mano un palloncino trasparente con attaccato alla funicella un biglietto con un desiderio per il nuovo anno. "Ed ecco il video!!"...parte questo video fatto con una piccola compatta, e mi chiedo come si può imprigionare in un piccolo oggetto tale meraviglia per riportarla con sè a milioni di km di distanza. 10,9,8,7,6,5,4,3,2....la scritta luminosa e miliardi di persone che insieme gridano e poi...1!!! scatta il nuovo anno e tutti insieme lasciano scivolare dalle proprie mani la funicella, miliardi di palloncini iniziano a volare all'unisono, mentre tutti gridano di gioia al 2010.
Beh, avevo i brividi non c'è che dire. Non che il capodanno nel resto del mondo sia brutto, anzi, ogni città ha il suo fascino, ma vedere quella scena mi ha commosso, era veramente bello. Sacerdoti che davano la benedizione, signori che preparavano i Mochi, tortine di pasta di riso, pestate in un grande mortaio e servite in brodo, e ragazze in Kimono a -20 gradi, ma comunque sorridenti. E una grande campana che va suonata, non ho capito bene perchè, credo sia una specie di benedizione. A volte dovremmo avvicinarci davvero di più a queste culture.
Sorrido quando mi spiega che per problemi di spazio i giapponesi inventano i modi più strani per risparmiarne un po'. Mi ritrovo davanti la foto di una pompa di benzina e mi scappa un: Che roba è? visto che la "pistola" scende dal soffitto e non dalla colonnina a terra.
Già proprio così..scendendo dal soffitto si occupa meno spazio a terra. E poi ci sono i ragazzi "pubblicità" davanti ai negozi...una roba incredibile! Li in Giappone, in questo caso parliamo di Tokyo,i ragazzi o le ragazze vengono pagati dai negozi per piantarsi sul marciapiede e tenere in mano la pubblicità del negozio stesso. Cosa che fanno anche i senzatetto, per guadagnare qualcosina. Ecco, una cosa che mi ha stupito è stata anche questa, li persino i senzatetto si danno da fare per il paese. Vivono in delle zone predisposte per loro in determinati parchi, dove lo stato gli passa delle tende e l'occorrente per la notte. Ma se lo guadagnano...per esempio schiacciando le lattine. Mi raccontava la mia amica di aver visto signori senzatetto con un sasso in mano intenti tutto il giorno a schiacciare queste lattine, che poi mettono in grossi sacchi e a fine giornata vengono raccolti dal camion dell'immondizia. Così contribuiscono con la società e guadagnano anche loro qualcosa.
Un'altra cosa che mi ha commosso è la storia dei bavaglini sulle statue Jizo che sono figure Buddiste. A quanto ho capito (devo documentarmi meglio su questa cosa) è la religione prevaricante insieme allo Shintoismo, di cui non conosco le dinamiche quindi non entro nel merito. Guardando le sue foto ho notato che in moltissimi tempi e tempietti che si trovano li, ci sono delle statue chiamate Jizo adornate da tantissimi bavaglini, o cappellini.
Jizo è la divinità che protegge viaggiatori, donne incinte ma soprattutto i bambini morti prima dei loro genitori (anche quelli che non sono mai nati) e i capellini o i bavaglini sono usati proprio per ricordare questi bambini. Ai piedi di queste statue, poi, si trovano dei mucchietti di pietre, che rappresentano le pietre che i bambini, dopo la morte, sono condannati a sistemare sulle rive del fiume dell'aldilà, poiché incapaci di attraversarlo. Si crede che Jizo li protegga nascondendoli agli spiriti maligni e permettendogli di udire i mantra (frasi/preghiere buddiste). E' una cosa un po' macabra, lo so, ma li per li mi ha fatto tanta tenerezza. Anche perchè ho visto statue che avevano tantissimi bavaglini uno sopra l'altro.
Oltre alle statue ho ammirato molte altre cose che magari vi racconterò la prossima volta...altrimenti mi dilungo troppo. Sono tornata a casa la sera e solo dopo aver visto delle immagini su uno schermo la mia voglia di andare li era aumentata del doppio. Argh, forse devo smetterla di cercare il Giappone a Roma...mi fa venire voglia di salire su un aereo seduta stante.
mercoledì 2 febbraio 2011

"Da grande sogno di fare.."

Ieri sera mentre leggevo un manga, precisamente Ransie la strega "batticuore notturno" nr. 26 uscito nel novembre del 2004, per la prima volta mi sono soffermata sulle ultime pagine dove di solito sono pubblicate le mail dei lettori dell'epoca in cui è uscito il volume. Mi ritrovo a leggere una mail di una ragazza di 13 anni, Amanda, che scrive di quanto le piacciano i manga, che ha scoperto grazie ad una sua amica che da grande sogna di fare la fumettista!. Tutto ciò mi fa sorridere e mi ritrovo a vagare con la mente di come, a 13 anni, sia normale pensare a cosa si vuole fare da grande. Mi assale una grande nostalgia e mi rendo conto che io ancora non lo so cosa voglio fare da grande, peccato che già lo sia, grande intendo -.- A 25 anni mi rendo conto che quando si è più piccini si ha tutto il tempo per sognare, sui banchi di scuola, mentre il prof spiega. Io sognavo di poter diventare una grande pittrice, e passavo le ore a disegnare sui quaderni, tra una nozione di storia dell'arte e una di matematica. Mi accorgo che di tempo per sognare non ce n'è più tanto e mi assale pure un vago senso di ansia. Quand'è che ho dimenticato i miei sogni e ho cominciato a pensare a buste paga e conto in banca? Non me ne sono accorta. Non me ne sono accorta di quando è stato più bello trovarsi qualche soldino in più e poter rendersi autonomi, non me ne sono accorta di quando ho chiuso pennelli e sogni dentro un cassetto. O forse me ne sono accorta eccome, ma ho cominciato a pensare che forse quei sogni pesavano troppo, che in fondo c'era sempre tempo...si Tempo, colui che sfugge dalle nostre mani e nemmeno ce ne accorgiamo. E per assurdo con il manga in mano, ho cominciato a pensare che iniziare una scuola di specializzazione ora significherebbe finire a 30 anni...30? già siamo arrivati fin qui? La conclusione non è che sono una fallita e non ho risolto nulla: ho degli amici, una vita e un lavoro. Ma ho chiuso quella ragazzina e i suoi sogni in un armadio, e ora che l'ho aperto sono evaporati tutti e due e sono rimaste alcune tarme a farmi la pernacchia..se mi immedesimo bene riesco perfino a sentire il rumoroso prrrrr.
Quando si è piccoli si ha un sacco di tempo per pensare, per rimandare...e così non si ascoltano i consigli degli adulti che pensano ad un tuo futuro..semplicemente perchè a noi sembra così lontano! Col tempo si acquisice l'esperienza è vero, e questo forse vuol dire proprio che devo rassegnarmi di essere diventata grande. Chissà magari di tempo ce n'è ancora, di certo quel signor tempo è un po' più vecchietto e col bastone. E chissà se Amanda e la sua amica, che ora hanno 20 anni, sono sul percorso per realizzare i proprio sogni..lo spero per loro. Di certo una cosa è ovvia: Sto davvero invecchiando :D

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Le mie foto
Martina
Ho 27 anni e Vivo a Roma. Tra le mie più grandi passioni dipingere, disegnare e illustrare. Mi piace l'illustrazione grafica, la pixel art e la fotografia. Amo i libri e un'altra mia grande passione è la cultura Giapponese e il Giappone stesso. Adoro la Disney, una passione primordiale che mi ha portata a visitare Disneyland Paris ben 6 volte. Le fate, gli gnomi e le creature fantastiche hanno popolato la mia infanzia e direi pure la mia vita, quindi AMO il piccolo popolo e tutto il genere fantasy, la magia, le streghe, la festa di Halloween e tutto ciò che ha un sapore misterioso...che dire, sono una piccola Peter Pan :)
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